Una giornata senza di Noi

Il razzismo fa molto rumore. Per questo motivo nella giornata di ieri, primo marzo, i lavoratori immigrati di tutta Italia hanno incrociato le braccia per 24 ore, con lo scopo di far capire all’opinione pubblica quanto sia indispensabile l’integrazione degli stranieri per il mantenimento dell’economia e per la stabilità culturale della nostra società.

L’iniziativa non voleva coinvolgere solamente i cittadini immigrati, ma era diretta a tutti i lavoratori che, stanchi dei pregiudizi e delle notizie xenofobe divulgate dai media, condividono il rifiuto di ogni forma di razzismo e discriminazione verso i più deboli.

In Italia diverse associazioni si sono unite gradualmente alla protesta assicurando sostegno a questo movimento attraverso l’organizzazione di iniziative affini. Per esempio nella giornata di domenica 28 febbraio vari circoli di Legambiente hanno organizzato degli incontri insieme alle comunità di migranti in concreti momenti di volontariato ambientale per trasmettere un messaggio importante: i migranti sono indispensabili all’Italia per i lavori che svolgono e soprattutto essi devono avere un ruolo sano della società.

Particolare sostegno alla manifestazione è arrivato anche dai circoli Arci, dai cobas, da associazioni studentesche  e comitati di docenti. Insomma davanti al razzismo tutti possono essere stranieri.

Il colore di riferimento scelto per questo movimento è stato il giallo, poiché rappresenta il cambiamento,  ed è indipendente da ogni forma di riferimento a schieramenti e ideologie politiche.

“La diversità è alla base dell’unità nazionale, dell’economia e della coesione culturale”, afferma François Durpaire, storico specializzato in questioni relative alle diversità culturali in Francia e negli Stati Uniti, uno degli attivi ideatori della francese Journée sans Immigrés. E’ partito dalla Francia infatti questo movimento e si è presto propagato in tutta Europa.

 

Matteo Cultrera