Nilde Iotti, la Signora della Repubblica

“L’uomo porta i pantaloni, ma è la donna che decide se metterglieli o no”.

Questa è una delle frasi con cui ho vissuto sin da piccola, ma soprattutto, questa è una frase che diceva sempre mio nonno. Aveva una visione ampia del mondo che spaziava oltre i confini della sua mascolinità tanto da riuscire a capire che l’uomo tutto d’un pezzo in assenza di una figura femminile si sgretola come creta al sole.

Pensandoci bene anche la Natura è gestita in maniera matriarcale. Consideriamo per esempio una mela ed un melo, i generi non differiscono solo per il significato delle parole perché l’una è il frutto mentre l’altro è la pianta, ma differiscono anche per la loro funzione. Una mela infatti non è femminile solo nella forma lessicale, ma anche perché al suo interno contiene la nuova vita, come nel ventre di una donna. Similmente all’uomo invece, l’albero deve sostenere la mela, reggerla perché dentro sé è contenuta la sua discendenza.

 

Così, scrivendo questo banale esempio, penso a quanto la donna abbia dovuto combattere per ottenere quell’ importanza che naturalmente dovrebbe avere e un nome fiorisce nella mia mente: Nilde Iotti.

Porta ordini e responsabile dei Gruppi di Difesa della Donna durante il periodo della Resistenza, fu la prima donna che diresse la Camera dei Deputati per ben tre mandati consecutivi durante gli anni critici della democrazia italiana. La Signora della Repubblica, così definita da Luciano Violante, si scagliò contro la concezione d’inferiorità delle donne che erano legate ad una vita familiare opprimente ed avvilente e fu promotrice del referendum per il divorzio (1974), della legge sul diritti di famiglia (1975) e della legge sull’aborto (1978).

Una persona fiera di essere appartenente al gruppo delle gentil donzelle che sebbene volesse la parità tra sessi, non rinunciò mai all’estetica per non maschilizzare la propria essenza.

Un femminismo che sapeva ascoltare e protestare, un movimento di idee pensate non per sovrastare la posizione virile come in una lotta tra sessi, ma per ottenere l’indipendenza e l’emancipazione tanto sognate in un clima di assoluto rispetto degli uomini.

Forse è ciò che si dovrebbe imparare a fare: rispettare gli altri, maschi o femmine che siano, pur mantenendo i propri ideali.

Riflessioni simili saranno anche il tema principale della rappresentazione teatrale “Nilde Iotti. Una donna della Repubblica” che andrà in scena lunedì 8 marzo alle ore 21 presso il Multisala Novecento di Cavriago. Lo spettacolo raccoglierà memorie e testimonianze della protagonista più avvincente del secolo breve, probabilmente la Signora che tutte noi donne dovremmo ringraziare.

 

Chiara Ugosetti