Viaggio della Memoria 2012: terminata l’esperienza a Cracovia e Auschwitz

Ha fatto ritorno a Reggio Emilia, dopo tre settimane di emozioni, scoperte e partecipazione, il Viaggio della Memoria 2012 di Istoreco Reggio Emilia, che da metà febbraio al 3 di marzo ha portato 900 reggiani in visita a Cracovia, in Polonia, e ai campi di concentramento e di sterminio di Auschwitz e Birkenau, fra i principali simboli dell’orrore della Seconda Guerra Mondiale.

Sabato 3 marzo il terzo gruppo è ritornato in Italia, concludendo la fase all’estero dell’esperienza, che ora proseguirà con eventi, laboratori e progetti di elaborazione a cui prenderà parte anche Rumore con #Memore2012.

Il programma prevedeva visite ai campi di concentramento e di sterminio di Auschwitz e Birkenau e alla città di Cracovia. Tutte le visite si sono tenute in piccoli gruppi di 20/25 persone e in lingua italiana, per garantire un buon standard didattico, a parte la commemorazione finale, al campo di sterminio di Birkenau, dove tutti i partecipanti si sono ritrovati insieme per un momento collettivo, con interventi liberi, la distribuzione della maglietta del Viaggio e di un garofano bianco per ogni persona. Ognuno ha potuto lasciare il fiore nel luogo del campo che ha scelto liberamente, in un’oretta dedicata alla riflessione personale.

Ed è stata proprio la commemorazione finale, come nei due Viaggi precedenti, uno dei momenti più emozionanti della settimana in Polonia. Il momento collettivo si è svolto di fronte ai resti del Krematorium 4, una delle camere a gas con forno crematorio annesso del campo di sterminio di Birkenau. E simbolo della resistenza nelle condizioni più inumane: il Krematorium 4 venne distrutto nell’ottobre 1944 da una rivolta dei prigionieri del Sonderkommando, gli addetti alle camere e ai forni, che si ribellarono pur consci dell’impossibilità di sopravvivere.

Qui – introdotti da Matthias Durchfeld di istoreco, coordinatore del Viaggio – hanno parlato ragazze e ragazzi delle scuole reggiane, assieme ad alcune autorità che hanno partecipato all’esperienza. Fra loro Ilenia Malavasi, assessore provinciale all’Istruzione (accompagnata da due consiglieri provinciali, Vera Romiti e Alberto Ferrigno); Nando Rinaldi, direttore di Istoreco; Vanna Porta dell’Anppia ((Associazione nazionale perseguitati politici italiani antifascisti) Reggio Emilia; Mauro Ronchetti, vicepresidente provinciale di Reggio Emilia dell’Associazione Nazionale Combattenti e Reduci di Guerra e segretario della sezione reggiana dell’Istituto nazionale del Nastro Azzurro; e Fiorella Ferrarini, vicepresidente dell’Anpi Reggio Emilia.

“Le foglie cadute sono le metafore dei prigionieri – ha detto Giulia Perini del Russell di Guastalla, parlando del sole forte trovato al campo, che le spingeva lo sguardo verso il basso e le foglie –. Esse le rappresentano. Noi che camminiamo su queste foglie, grazie ai nostri passi, trovano nuovo movimento. Allora noi portiamo avanti il ricordo delle loro vite, loro vivono in noi e noi in loro. L’acqua è mossa dai nostri passi, le vibrazioni si propagano intorno, fino a colpire anche le foglie più lontane. In fondo noi colpiamo quelle vite, foglie che si muovono come lo scorrere del tempo. Allora le foglie trovano il loro posto, si fermano, finalmente”.birkenau2

“Siamo diventati dei testimoni“, sottolineano invece Daniela Lugli, Anna Marchesi, Elena Chesi e Veronica Penserini del Cattaneo di Castelnovo Monti. “Il dolore di cui ci siamo dati carico, il dolore che da oggi ci porteremo addosso, sarà la volontà di ricordare tutti gli occhi che abbiamo visto, e la speranza che ogni cuore che uscirà da Auschwitz piangendo sarà un uomo nuovo, incapace di odiare i suoi fratelli“.

Antonio Ciampà del Tricolore racconta invece di aver „pensato al concetto di dignità, calpestato in un modo così lurido e vergognoso“. Ma anche di puntare sul futuro: „qui uomini e donne hanno preso le armi per resistere, anche noi oggi dobbiamo prendere in mano le nostre armi, la prima è la conoscenza“.

Parole intense e commosse, come ha ricordato l’assessore provinciale Malavasi, a sua volta molto emozionata nel parlare davanti alla giovane platea: “E’ difficile parlare dopo questi ragazzi, dopo queste loro parole così intense. Condivido quello che hanno detto, e voglio sottolineare l’importanza di queste iniziative, di questi Viaggi, che ci fanno ricordare, e ci fanno scoprire direttamente questi luoghi. La Provincia li sostiene, pur nelle difficoltà di questi tempi, perché crediamo nella loro grande importanza, nel loro valore per tutti”. “E non dobbiamo dimenticarci – ha aggiunto – che dobbiamo sempre tutti impegnarci e rimanere all’erta, per evitare che situazioni come quelle che abbiamo conosciuto si ripetano. Dobbiamo farlo tutti, la nostra storia si basa su questo, e oggi dobbiamo ancora portare avanti questa lezione. Noi tutti, e anche voi ragazzi”.

 

Adriano Arati