Wednesday’s Featured B-Movie: Invasion of the Saucer Men (1957)

Di: Edward L. Cahn

Con: Steven Terrel, Gloria Castillo, Frank Gorshin

Canovaccio:

Senza andare troppo per il sottile si può dire che “Invasion of the Saucer Men”, in Italia noto anche come “Invasori dall’altro mondo”, è un film che fa cagare. Parte in modo promettente, con una ironica voce narrante che si rivolge agli spettatori facendo chiaramente intendere che il film vorrebbe non prendersi troppo sul serio ed essere spiritoso, il che sarebbe una boccata d’aria fresca rispetto a molti altri film di fantascienza dello stesso periodo che si prendono fin troppo sul serio finendo poi con lo scivolare nel ridicolo volontario. Purtroppo dopo pochi minuti il film scivola nella noia di scene lunghissime e inutili in cui sostanzialmente non succede un cazzo. I ridicoli alieni nani e macrocefali si intravedono pochissimo – la parte migliore è quando una viscida e molliccia mano staccata dal cadavere di un extraterrestre si fa crescere un occhi e inizia a zampettare per conto suo, per il resto c’è poca roba. Tutti i film trash degni di nota – dai capolavori come “L’armata delle tenebre” agli abomini di Ed Wood – hanno in comune una cosa: volontariamente o involontariamente, fanno ridere. Perché parlare allora del noiosissimo “Invasion of the Saucer Men”? Perché è il classico esempio di una buona idea finita male. Il film è tratto dal racconto “The Cosmic Frame” dove “frame” significa “incastrare, imbrogliare”: i perfidi alieni infatti uccidono le loro vittime iniettandogli alcool con i loro artigli a siringa, e nel caso una delle vittime non sopravviva, non verrà comunque creduta perché verrà trovata completamente ubriaca. L’idea di spiegare in modo spiritoso perché tutti quelli che dicono di aver visto gli alieni sono sbronzi è buona – l’esecuzione, purtroppo, è pessima.

 

Francesco “FrancescoLami” Lami