La nuova comunicazione 1° puntata: la social media curation

Primo post su questo blog che diventerà la nostra magica e tecnologica credenza in cui metteremo tutte le puntata de La Nuova Comunicazione. Una vasetto di marmellata cibernetica alla volta e saremo pronti per affrontare cali glicemici di conoscenza informatica. 

I primi a mettere la propria confettura di idee e di sapere sono stati Cristina, Sara e Stefano. Qui troverete il player per ascoltare la puntata e sotto le loro prime impressioni sulla prima puntata.

 

Si è pensato bene di affidare la prima puntata della trasmissione a frequentatori assidui della cabina radiofonica, a dei veterani che potessero segnare il sentiero per i compagni di corso che avrebbero partecipato alle puntate seguenti. Così eccoci qua, sicuri come pochi e forti delle nostre zero presenze in radio accumulate tra tutti e tre.

 

Quando è stata fatta la proposta di partecipare come ospiti alla prima puntata di “La nuova comunicazione” ci siamo offerti, senza sapere di preciso quel che sarebbe stato, ma con la certezza che alla fine sarebbe stata la Claire a rispondere di un eventuale tracollo. Forse preoccupata da questa prospettiva, la nostra amica conduttrice si è buttata subito anima e corpo nel compito, spiegandoci nel giro di un’ora che cosa sarebbe stato il programma, i nostri ruoli e tutto quello che avremmo dovuto preparare per la mattina seguente.

Bisognerà spiegare che il tema scelto da noi tre per il progetto del Laboratorio di grafica e videocomunicazione, tenuto dal prof. Razzoli, ruota attorno alla figura innovativa del social media curator, detto in due parole un ricercatore e aggregatore di contenuti in rete. I suoi territori di caccia sono soprattutto blog e social network e il suo fine ultimo (non per tutti, ma per molti fra i curatori) è raccontare una storia, dando un senso alla frammentarietà e al caos dei vari link, post, tweet e notizie raccolti sul web.

Una volta suddivisi fra di noi i rispettivi compiti in base alla scaletta della puntata eravamo pronti per registrare. La prima fra noi a entare in cabina, chiamata dentro dall’indispensabile Claire, è stata Cristina, che ha introdotto e spiegato che cosa è la social media curation, oltre a prestare la sua voce per la rubrica “digi-dictionary”. Poi è stato il turno di Stefano, chiamato a presentare Claudia Vago, alias tigella, social media curator e assidua di Twitter, che non ama definirsi giornalista ma che ha guadagnato molto seguito con i suoi racconti online delle rivoluzioni arabe e dei movimenti di occupazione negli Stati Uniti.

L’intervista che abbiamo fatto a tigella, in particolare uno spezzone che
abbiamo mandato in onda, è stata l’occasione per introdurre l’inchiesta sulla differenza tra giornalista tradizionale e social media curator. Di questa si è occupata Sara, la terza ad entrare in cabina, che ha discusso con Claire dell’argomento. Al momento dei saluti, nel’ultimo “talk” della trasmissione, tutti e tre ci sentivamo più leggeri, ma soprattutto soddisfatti di questa esperienza del tutto nuova.
E chissà, magari per qualcuno fra noi è stata solo la prima, ma non l’ultima volta in radio.
Di sicuro non ci dimenticheremo di quando siamo entrati in cabina, di questa mezz’ora passata con le cuffie in testa e del momento in cui Alle, il regista, ha acceso il nostro microfono.

Per finire non ci resta che invitare i nostri compagni a partecipare alle puntare future e augurare anche a loro di divertirsi come noi.

 

Stefano Sandri, Cristina Bulgarelli, Sara Setti