Road to Berlin 2014 – Fania Brancovskaya

Giovedì 16 gennaio, tutto esaurito al Teatro Ariosto per l’incontro con la partigiana lituana Fania Brancovskaya.

La data, il 16 gennaio 2014. La città, Reggio Emilia. Il luogo, il Teatro Ariosto. I protagonisti, ottocento studenti e una ex partigiana lituana quasi 92enne.

Questi i soggetti dell’evento che si è tenuto il 16 gennaio. Centinaia di studenti delle classi quarta e quinta della provincia di Reggio Emilia si sono trovati al Teatro Ariosto per assistere all’evento di preparazione al Viaggio della Memoria 2014 organizzato da Istoreco e che si svolgerà tra febbraio e marzo. Meta di quest’anno è Berlino, le fauci della Bestia, il luogo dove il più grande orrore della Storia ha avuto il suo quartiere generale. Durante il soggiorno, gli studenti visiteranno anche i campi di prigionia di Sachsenhausen e Ravensbruck.

L’incontro è iniziato puntuale alle 9.30 con il saluto di Beppe Pagani della Regione Emilia Romagna e di Matthias Durchfeld di Istoreco. Subito dopo è stata la volta di Fania Brancovskaya, la quale, con tono deciso e senza mostrare alcun tentennamento ha raccontato la propria esperienza prima come persona libera, poi come ebrea rinchiusa nel ghetto e, infine, come partigiana nella lotta di liberazione della Lituania dal Nazismo.

Dalla descrizione di un’adolescenza normale come quella che potrebbe vivere chiunque di noi in questo tempo, si è brevemente passati all’invasione nazista della Lituania e all’occupazione di Vilnius, la capitale dove Fania è nata e vissuta. Prima vi è stata la discriminazione a viso aperto, poi le fucilazioni di massa e infine la ghettizzazione di decine di migliaia di persone. Fania ha descritto con voce calma il progressivo abbruttimento dell’essere umano rinchiuso in un’area dove i servizi erano un lusso, dove la vita era appesa a un filo e che dipendeva dall’umore degli invasori.

Infine, il racconto della fuga, degno dei migliori film. L’abbandono del ghetto, un attimo prima della liquidazione, il girovagare nelle campagna senza orientarsi, l’incontro con ignoti benefattori e l’approdo presso i partigiani. E‘ stato lì che Fania si è trovata a scegliere se svolgere le occupazioni riservate alle donne, come curare i feriti e cucinare, oppure imbracciare il fucile e battersi, esponendosi in prima persona. Senza tradire alcuna emozione, se non una punta d’orgoglio, e senza mostrare segni di pentimento, Fania ha dichiarato di aver scelto la seconda.

A suggellare la fine dell’incontro un lunghissimo e scrosciante applauso da parte dell’intero teatro che ha ascoltato rapito per quasi due ore un racconto drammatico e appassionante. Il calore dimostrato dal pubblico è stato così grande che Fania si è intrattenuta con gli studenti per oltre un’ora a stringere mani, a fare foto o a rispondere a domande.

Il prossimo evento sarà il 6 febbraio (il 5 per gli studenti di Castelnovo Monti) e prevede la testimonianza di Mirella Stanzione, internata nel campo di prigionia di Ravensbruck.

La strada che conduce a Berlino è ancora lunga.

Francesco Benati