Euro sì o euro no? Un seminario a Modena

Oggi al Dipartimento di Giurisprudenza a Modena si terrà un incontro tenuto dal prof. Antonio Ribba di Unimore intitolato “Cosa succederebbe se uscissimo dall’euro?”.

Si tratta di una domanda che si sente molto spesso in giro, soprattutto negli ultimi anni. In tempi di crisi economica come questi, dove i soldi calano, dove gli stipendi sono rimasti gli stessi e i prezzi sono aumentati, dove c’è il vincolo di bilancio, eccetera, stanno iniziando ad affiorare (o ri-affiorare) sentimenti nostalgici nei confronti della vecchia lira. Ah, i bei vecchi tempi della lira, quando c’era la lira il potere d’acquisto era maggiore, con cinquantamila lire ti facevi il pieno della macchina e via di seguito. Iniziative come la collezione storica della lira e amenità simili non fanno altro che incoraggiare questo tipo di atteggiamento. Al punto che tra l’avere nostalgia della lira e pensare all’uscita dall’euro il passo è stato molto breve. Non sono pochi quelli che ritengono che uscire dalla moneta unica avrebbe per l’Italia dei notevoli vantaggi a livello economico.

 

Si sente dire spesso che si potrebbe attuare il trucco della svalutazione, come si è fatto tante volte nei decenni scorsi, per stimolare le esportazioni, vero motore della nostra economia. Il concetto di base è semplice: svalutando la moneta, il suo valore si riduce e quindi i prodotti locali costano molto meno e sono più appetibili per i clienti esteri. Prodotti simbolo del made in Italy ne trarrebbero benificio perché sarebbero molto più esportabili. Naturalmente c’è anche l’altro lato della medaglia. Una svalutazione porterebbe ad una spesa enorme per le importazioni (gas, petrolio, materie prime di vario genere) di cui l’Italia è dipendente perché sprovvista.

 

Il dibattito spazia fra vari temi. Oltre a quello economico, citato in maniera molto sintetica nel paragrafo precedente, c’è anche quello più ideal-politico. Un’uscita dall’euro è vista con favore da quelle forze politiche che contestano l’idea di un’Europa unita sono vari profili. L’unione monetaria, infatti, implica una riduzione della sovranità nazionale e un minor potere decisionale in ambito di politiche economiche e lo vediamo con le misure di austerità che sono state imposte a praticamente tutti i Paesi del Mediterraneo, incluso il nostro. Allo stesso tempo, l’uscita dall’euro significherebbe la fine di un progetto al quale si è lavorato per decenni, dalla fine degli anni Cinquanta, per la precisione dal 1957, quando è nata la Comunità Economia Europea.

Noi abbiamo chiesto al prof. Ribba di parlarci un po’ dell’euro, dei vantaggi e svantaggi che deriverebbero da una nostra uscita da questo sistema, delle ripercussioni che ciò avrebbe nel sistema politico/economico e delle possibili alternative al dualismo euro sì/euro no.

 

Francesco Benati