La “Pioggia” dei Mustek in anteprima esclusiva su Rumore

Abbiamo il piacere e il privilegio di presentarvi in anteprima “Pioggia”, primo singolo del nuovo EP della band reggiana Mustek formata da Paolo Bardelli e Fabrizio Ascari.
“Pioggia” è la canzone che annuncia l’arrivo di “Nuvole”, l’EP che uscirà il 23 aprile prossimo per Lo Scafandro.

Qui potete ascoltarlo. Sotto troverete molti interessanti dettagli sui Mustek, sulla loro storia e le loro ispirazioni

 

 

NUVOLE

In questo ep “Nuvole” abbiamo cercato di continuare la nostra evoluzione dall’elettronica classica (fatta agli inizi con synth e groove box e utilizzo della chitarra acustica, creando un mix in cui ci ispiravamo ai francesi Air), a un’elettronica sempre più digitale, con campionamenti ed effetti come l’autotune. Per la prima volta ci siamo confrontati con la forma solo strumentale (in un paio di brani), e la scrittura dei brani è tornata in mano mia (mentre in “Notturno” anche Fabrizio aveva contribuito molto) anche se è stata maggiormente costruita in studio più che con la classica composizione prima e arrangiamento dopo: le canzoni insomma sono state create più in una logica di scrittura in real time con i software pc di registrazione piuttosto che live. Fabrizio per la prima volta suona, oltre anche le chitarre, anche il basso. Io canto e suono tutti i sintetizzatori (Korg Minologue, Nord Electro, Novation Ultranova).
Le ispirazioni generali per “Nuvole” sono stati Jacco Gardner, Objekt e Four Tet, oltreché la retro-elettronica stile anni ’80 dei S U R V I V E.

PIOGGIA

Ci ha molto colpito la scelta controcorrente di Jacco Gardner che nel 2018 con “Somnium” ha fatto un album completamente strumentale, riprendendo atmosfere psych-pop del passato e melodie come dei grandi compositori come Burt Bacharach, e “Pioggia” va in quella direzione: è una riscrittura completa di una canzone già esistente, che provavamo da tempo senza trovare la quadra, ripensata in chiave strumentale. Per il campionamento di batteria ci siamo altresì ispirati ai campioni di Dj Shadow e il finale ha una sorpresa stile parte mediana di “Smack My Bitch Up” dei Prodigy. Però non vorrei che tutti questi riferimenti facessero pensare che è derivativa: mi pare piuttosto personale e un’evoluzione di quello che sono stati i Mustek. E, a poco a poco, abbiamo capito che aveva le potenzialità per essere la traccia più importante dell’ep.

LA BAND

Mustek: una fermata della metropolitana di Praga, una marca di scanner, un gruppo di Reggio Emilia innamorato degli spazi sonori elettronici. Gli scanner non c’entrano niente, c’entra che “mustek” in ceco vuol dire “ponte” e a loro piacerebbe essere un “ponte” verso quei non luoghi dove le vibrazioni delle chitarre elettriche si fondono con la freddezza dei synth. Formatisi nel 2005, sognatori e disillusi, traggono linfa vitale dai testi scritti da un elemento esterno al gruppo, un ghost writer dal nome di battaglia come un partigiano, Repapero. Nessuna tematica impegnata però, perché l’arte èbellezza e disimpegno: solo sensazioni e storie che possono colorare i loro suoni, simili a quelli che avevano iniziato ad esplorare gli Ustmamò.

Partiti con un demo dal titolo “L’Ora Inquieta” (2005), hanno fatto oculate apparizioni live (tra tutti si cita il 3° Kalporz Festival con Bron Y Aur e OvO) attraversando anche il minimalismo elettronico e la forma espressiva del reading musicale (con una collaborazione con lo scrittore Giovanni Fantasia per “Introduzione Alle Città“). Votati inizialmente alla “voce femminile”, nel tempo i Mustek hanno ospitato quelle fascinose di Jyoti Guidetti (Babel), Cristina Silingardi (“storica” singer della band), Alice Montagna (Errezero), Maura Rinaldini e Bianca Pasquesi (MilaServeAiTavoli). La loro versione di “A Means To The End” è stata inserita nel cd tributo ai Joy Division intitolato “A Different Story – Songs by Joy Division” (2010), pensato e voluto da Daniele Carretti e dallindimenticato Enrico Fontanelli degli Offlaga Disco Pax, con i Julie’s Haircut e altri.

Dopo lep “Dove Ci Siamo Incontrati” (2011) che li fotografava in una fase electro-pop ancora più artigianale, la band si è trasformata definitivamente in duo, e Notturno (2015) è l’ep nel quale i Mustek si sono vestiti della voce maschile di Paolo e della programmazione dellipad di Fabrizio.

L’ulteriore evoluzione è con “Nuvole” (2020) , dove i Mustek esplorano le prime canzoni strumentali e contaminano la voce di Paolo con autotune e vocoder.

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