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CINQUE - I 5 migliori film comici sulla Seconda Guerra Mondiale PDF Stampa E-mail
Scritto da Vincenzo Maccarrone   
Domenica 27 Maggio 2012 22:14

Dovete sapere che la scorsa settimana sono finalmente riuscita a vedere Bastardi senza Gloria, dopo 3 anni di tentativi falliti. Tutto merito della Festa del Cinema di Bologna, di cui vi abbiamo parlato nella puntatona della scorsa settimana (se ve la siete persa aspettate i podcast). Fatto sta che ho pensato: perché non scrivere "I 5" sui migliori film che trattano in maniera ironica la guerra? Sto portando avanti questa dura battaglia più o meno da quando Benigni ha vinto l'Oscar. Per carità, nulla da togliere a La vita è bella, ma è anche giusto che tutte quelle persone alle quali ho sentito dire "quel premio se lo merita perché è stato l'unico a raccontare una storia di guerra in chiave comica", si rendano conto che prima di Benigni qualcuno ci aveva già pensato. Per complicarmi la vita mi sono concentrata solo sulla Seconda Guerra Mondiale, infatti se avessi allargato il campo sarebbero diventati "I 7" perché mi sarei trovata costretta ad inserire almeno M.A.S.H. e Il Dottor Stranamore, ovvero: come imparai a non preoccuparmi e ad amare la bomba. Che comunque vi consiglio. Detto ciò mi accingo a stilare il mio personalissimo elenco de "I 5 MIGLIORI FILM COMICI SULLA SECONDA GUERRA MONDIALE".

 

NUMERO 5

Train de Vie - Un treno per vivere, diretto da Radu Mihăileanu nel 1998.

Le avventure degli abitanti di un villaggio ebraico che per sfuggire ai nazisti recuperano un vecchio treno, si travestono da tedeschi e fuggono alla volta della Palestina, la terra promessa. L'umorismo yiddish, la colonna sonora di Goran Bregović e i dialoghi italiani curati da Moni Ovadia danno vita ad una tragicommedia a tratti poetica ed esilarante.

Vincitore del premio Fipresci a Venezia 1998, premio del pubblico al Sundance Festival, David di Donatello per il miglior film straniero.

 

NUMERO 4

Inglourious Basterds (titolo italiano: Bastardi senza Gloria), diretto da Quentin Tarantino nel 2009.

Un gruppo di soldati americani ebrei, "I Bastardi", seminano il terrore tra le fila naziste con la loro violenza. Vengono ingaggiati dagli alleati per mettere in atto una missione in cui devono collaborare con una spia, l'attrice tedesca Bridget Von Hammersmark. Nulla va per il verso giusto, anche per colpa del "cacciatore di ebrei", colonnello Hans Landa. Le loro vicende si intrecciano con quelle dell'ebrea Shosanna, la quale è riuscita a sfuggire ad Hans Landa ed è diventata la proprietaria di un cinema a Parigi. Il cast stellare (Brad Pitt, Christoph Waltz, Michael Fassbender, Diane Kruger, Mike Myers…) porta avanti in modo geniale uno dei film migliori di Tarantino. La violenza dei Bastardi e l'ironia grottesca delle situazioni che si generano nel corso del film creano un mix allucinante ed irresistibile. Visto il passaggio da una lingua all'altra e la famosa scena in cui il tenente Aldo Raine e i suoi Bastardi si fingono italiani è fortemente consigliata, anzi è d'obbligo, la visione in lingua originale con sottotitoli.

Meritatissimi tutti i premi consegnati a Christoph Waltz: Oscar, Golden Globe, il premio BAFTA e il premio come miglior interpretazione maschile al Festival di Cannes.

 

NUMERO 3

Mediterraneo, diretto da Salvatores nel 1991.

Un gruppo di soldati dell'Esercito Italiano viene mandato su una sperduta isola della Grecia. Quella che all'inizio sembrerà una terra disabitata, successivamente rivelerà invece la presenza di un popolo accogliente, con cui i soldati si legheranno per sempre. Si tratta del terzo film di Salvatores che affronta la tematica del viaggio, assieme a Marrakech Express e Turné; anche questi da vedere, che ve lo dico a fare. In questo caso è la favola a dominare sulla sceneggiatura, il viaggio di un gruppo di uomini che prima di essere soldati, sono amici.

Vincitore del Premio Oscar come miglior film straniero e di tre David di Donatello, tra cui miglior film e miglior montaggio.

 

NUMERO 2

To be or not to be (titolo italiano: Vogliamo vivere!), diretto da Lubitsch nel 1942.

I tedeschi invadono la Polonia e la compagnia di attori di Tura e della moglie Maria rimane senza lavoro, finché non viene coinvolta in un complotto antinazista. Il titolo italiano è - come spesso accade - totalmente diverso rispetto all'originale, il quale è un richiamo esplicito ad una scena che si ripete nel corso del film. è una commedia di cui si parla poco purtroppo, ma rimane una delle migliori rappresentazioni della satira contro il nazismo mai realizzate. L'illusione del teatro si confonde perfettamente con la realtà.

 

NUMERO 1

Il grande dittatore, diretto da Charlie Chaplin nel 1940.

E va bene ve l'aspettavate, sarà banale, sarà tutto quello che volete ma Chaplin continua a mantenere il primato. Il caro Charlie si sarà anche pentito di aver realizzato una commedia (questo quanto dichiarato dal regista diversi anni dopo l'uscita del film), ma noi non ne siamo per niente dispiaciuti perché questa pellicola rimane unica nella sua originalità proprio per grazie alla sua comicità. Prima dell'Hitler di Tarantino e di Lubitsch, è stato decisamente quello trasposto nel personaggio di Hynkel-Chaplin a risultare più grottesco e buffo. Il grande dittatore è fondamentale non solo per essere stato il primo film di successo antinazista ma anche per aver realizzato questa satira in modo indiretto e per essere stato il primo lungometraggio sonoro realizzato dal famoso regista. Fu ovviamente censurato all'epoca in quasi tutta l'Europa, in Italia venne distribuito solamente nel 1949.