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Il Cavaliere Oscuro-il ritorno PDF Stampa E-mail
Scritto da Laura   
Lunedì 17 Settembre 2012 21:04

Un film come “il cavaliere oscuro-il ritorno” si deve vedere al cinema, su uno schermo gigante, e un gigante secchiello di pop-corn. Fatto. Già il convincere gente come i giovani della pc-generation a muovere il culo da casa e a chiudersi in una sala cinematografica è uno dei meriti di questi film-evento. Poi siccome il regista è un autore come Christopher Nolan anche noi finti intenditori di Qualcosa negli Spaghetti ci sentiamo autorizzati a spendere 8 euro (che poi in realtà erano un po' meno perchè, ovvio!, abbiamo scelto il mercoledì). Quindi diciamo subito che da quel punto di vista questo film fa il suo dovere, le tamarrate che uno si aspetta ci sono (la moto e il bat-coso-volante super tecno, esplosioni, scazzotate rastling) i bei muscoli e le belle curve anche (Christian Bale e la gattina Anne Hataway), scene spettacolari pure (l'iniziale scena dell' aeroplano su tutte) poi battute ad effetto, toni epici, montaggio veloce con colonna sonora incalzante...c'è tutto e fatto bene. Il film però non convince dal punto di vista della storia per vari motivi. Nolan ha voluto inserire richiami espliciti all'attualità facendo del cattivo Bane una specie di capo rivoluzionario che sembra inizialmente voler guidare un esercito di poveri contro il potere finanziario della Gotham-New York, e in effetti la scena della rapina alla borsa valori regala dei momenti di goduria nel vedere agenti di borsa terrorizzati che dicono al bestione con la maschera “ma questa non è una banca, non ci sono soldi da rubare” per poi sentirsi rispondere “e allora voi che ci fate qui?”. Il richiamo è suggestivo ma poi si disperde completamente nel corso dello sviluppo della trama. Nei deludenti colpi di scena finali infatti il fascino di Bane viene molto ridimensionato poiché infine il suo vero ruolo si scopre essere quello di un personaggio che aiuta una vendetta personale, qualcosa che non ha nulla del riscatto collettivo prima evocato. Così è anche per la figura di Catwoman, in certi momenti sembra un po' una sexy studentessa di Occupywallstrett che ruba ai ricchi per dare ai poveri e ammalia e sfotte il riccone Bruce Wayne, ma poi anche lei ricerca solo un utile personale, a un certo punto vende pure l'uomo pipistrello al nemico e la ritroviamo infine come dolce fidanzatina borghese nell'happy end finale. BAH. Un analisi più approfondita degli altri dettagli che destano più di una perplessità a livello di trama mi porterebbe a riempire la recensione di spoiler quindi mi fermo qui, però mi si lasci dire che proprio il finale è la cazzata suprema e disperde tutto quel senso di decadenza dell'eroe che Nolan aveva qua e là fatto assaporare allo spettatore. Devo dire che però ci sono anche delle cose riuscite, ad esempio interessante è l'antefatto della storia del bambino prigioniero nel pozzo, non solo perchè registicamente questa “storia nella storia” è ben inserita ma anche perchè aggiunge fascino alla vicenda e un'altra cosa azzeccata è la reinvenzione di un personaggio come Robin e l'idea di farne un “successore” di Batman. In conclusione il film è godibile e non annoia ma a un'analisi più attenta lascia alcuni dubbi, vedremo se Nolan si rifarà con Superman, altro supereroe per il quale ha già dato la sua disponibilità come regista. Per chi fosse interessato a saperne di più su questo film consiglio la recensione della rivista “gli spietati”, che ripercorre anche le varie tappe di Batman come personaggio cinematografico.