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Istruzioni per essere felici PDF Stampa E-mail
Scritto da Federica Ferro   
Sabato 30 Marzo 2013 18:10

rb natoliÈ difficile essere felici. Questo è un dato di fatto. Nella settimana che sta volgendo al termine abbiamo dovuto dire addio ad uno dei più grandi cantastorie del nostro paese Enzo Jannacci, e ancora tremiamo per le sorti dello scrittore Paolo Nori, ricoverato in coma famacologico dopo un incidente. La perdita di punti di riferimento e delle certezze è uno degli elementi principali che porta all'infelicità, parola di Salvatore Natoli, professore di Filosofia teorica che lo sottolinea nel suo testo L'educazione alla felicità.

Un manuale snello per dimensione, ma non per contenuti. Sessantatré intensissime pagine in cui si fa riferimento ai più importanti filosofi della storia da Socrate ad Heidegger. Già, un bel volo! Guidato abilmente da chi questi autori li conosce bene così che il viaggio risulta essere assolutamente confortevole. Certo non una lettura facile, né immediata. Riflettere sul perché sul come essere felici non potrebbe esserlo, d'altronde!

Quello della ricerca della felicità è un tema assolutamente caro al filosofo. E molti dei suoi interventi pubblici vertono su questo argomento. Molto belle e significative le sue parole a tal proposito. Natoli parla infatti di una mancanza di felicità, quindi non solo di un modo per raggiungerla, quanto piuttosto di trovare un modo per valorizzare una predisposizione alla felicità, imparare dunque il modo per essere felici. Una riflessione semplice di per sé, ma comunque affascinante è quella proposta da Natoli quando dice il fatto stesso di soffrire significa, però, che abbiamo provato la felicità. L’infelicità è, infatti, una mancanza, un senso di perdita.

rb natoliÈ soprattutto ai più giovani su cui riflette il filosofo. I ragazzi si fanno travolgere da un presente statico alla ricerca di una felicità individuale fine a se stessa. In questa nostra epoca, definita dall’autore come «l’età del rischio», quali modelli culturali si possono offrire ai ragazzi?

«Non sono i legami d’obbligo, i vincoli giuridici che contano, ma è la capacità di trovare legami, di costruire fiducia e di dare affidamento e di sapersi affidare. Non nel possesso, ma nella reciprocità del dono la ricchezza sovrabbonda per tutti»

Punto centrale della riflessione è dunque la società e lo stile di vita imposto che spinge nella direzione di un consumismo sfrenato che possa compensare la felicità difficilmente raggiunta. Così inseguiamo le cose convinti che possano renderci felici. Ma la sensazione di felicità così raggiunta è effimera e dobbiamo subito cercare un modo per riconquistare la nostra felicità al di fuori di noi.

Una bella riflessione che consiglio proprio perché sono convinta che nella semplicità della quotidianità fatta di rapporti familiari, amicizie e amori possiamo trovare tutta la felicità di cui abbiamo bisogno. Solo dobbiamo essere capaci di riconoscerla.

Per essere felici bisogna incalzare il mondo con domande, un po’ come ha insegnato Socrate, capire cosa è utile e cosa superfluo, conoscere noi stessi, gli altri e l’idea che gli altri hanno di noi. In poche parole  bisogna essere virtuosi

 

L'educazione alla felicità - Salvatore Natoli - 2012
Aliberti editore - Collana Ugali diversi - 7 euro

In foto: Salvatori Natoli