I tweet di @radiorumore

borea

Perché i vivi non ricordano gli occhi di... PDF Stampa E-mail
Scritto da Federica Ferro   
Sabato 08 Giugno 2013 12:42
rb occhi2Scrivere un commento oggettivo su un progetto che hai seguito ed amato per anni non è possibile e quindi se cercate oggettività questa settimana non leggete Bookolica. Perché il libro che vi propongo questa settimana ha a che fare con una iniziativa partita 3 anni fa che ha coinvolto Reggio Emilia grazie ad una delle realtà più interessanti che operano all'interno della città: Istoreco. È con molto piacere che dedichiamo questo apputamento di Bookolica al libro Perché i vivi non ricordano gli occhi di.

Chi vive a Reggio Emilia ricorda certamente la lapide temporanea degli occhi di..., che per mesi ha fatto girare la testa agli automibilisti che passavano dalla rotonda in via Emilia Santo Stefano. È difficile raccontare cosa fosse quell'installazione, le foto e l'articolo spiegano meglio il progetto.

Il libro Perché i vivi non ricordano gli occhi di... mette insieme le storie dei protagonisti scritte in prima persona dall'esperta penna di Arturo Bertoldi. L'utilizzo del punto di vista personale emoziona ancora di più chi legge i brevi racconti. L'esperimento è notevole. I disegni dei volti e degli occhi dei personaggi sono invece sono curati da GAS, ribelle, pittore, sognatore e cuoco.

Anche questa volta il gruppo di Istoreco ha messo insieme un team di persone che ha collaborato e messo a disposizione le loro abilità per riportare alla luce storie dimenticate, poco conosciute o ignote. Dimostrando ancora una volta che comunicare la storia è possibile.

Si piange con Szymon e Gusta e il loro amore degno di una tragedia shakespieriana. Ci si ferma a riflettere sulla povertà e gli immigrati con la storia di Vanda c'è stato un tempo in cui le badanti eravamo noi e Jerry Masslo, il primo negro ammazzato in Italia per razzismo, era il 1989. Jerry, un rifugiato sudafricano, scappato dall'apartheid negro libero che non piegava mai.

Tutte le 21 storie raccontante nel libro sono un'esplosione di sensazioni ed emozioni. I personaggi descritti e le narrazioni presentate come diario fanno di questo libro un oggetto prezioso. Il tutto arricchito da un progetto grafico curato e dell'importanza del programma, evento collaterale dei Viaggi della Memoria. Andavamo in macchina da Cracovia ad Oswiecim quano abbiamo di nuovo ascoltato la canzone di Daniele Sepe: perché i vivi non ricordano gli occhi di.... è così che nasce l'idea di creare, appunto, gli occhi di. Da una canzone, dal ritorno da un viaggio che come ogni anno aveva emozionato e scosso le coscienze dei partecipanti.

L'appunto
Il libro oltre ad una bellissima veste grafica è scritto in tre lingue (italiano, inglese e tedesco) ed è edito da Istoreco.

Visita anche il sito www.gliocchidi.it

La citazione
Mi hanno torturata a Villa Cucchi. Ero una partigiana. Una donna in mano a dei vigliacchi
[Tina Boniburini]

Perché i vivi non ricordano gli occhi di - 2013
Istoreco - 10 euro

 rb occhi3