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Eleva Festival, Reggio Emilia come Berlino PDF Stampa E-mail
Scritto da Chiara Ugosetti   
Giovedì 10 Settembre 2015 11:46

Da tre anni Eleva Festival si propone come un evento itinerante con lo scopo non solo di portare gemme del panorama elettronico a Reggio Emilia, ma anche di riqualificare zone consumate da tempo e usura. Se l'anno scorso la protagonista della second chance è stata l'ex centrale elettrica di Via Gorizia, per la terza edizione i riflettori sono stati puntati sui silos dell'ex Mangimificio Caffarri.

Location urbana e quella filosofia berlinese di organizzare eventi mondani in luoghi impensabili, questo è l'atmosfera che ha accolto il pubblico e gli artisti in scaletta per il meeting giallo di Eleva Festival. Primi a scaldare la serata i The Discipline, due dj abili nel selezionare le migliori proposte della musica elettronica, tra cui le calde voci di James Blake e Chet Faker. 

Cambio palco ed è il momento di Unknwn, progetto reggiano di Andrea Favali, che nonostante giochi in casa - è infatti tra i principali organizzatori del festival non si siede sugli allori e propone un affascinante live set electropop dalle sfumature esotiche.

Giro di boa per il meeting giallo, a metà della scaletta in programma sale sullo stage Omake, pisano trapiantato a Milano, che nel febbraio 2015 ha pubblicato il suo album di debutto Columns per Sherpa Records. A differenza degli altri artisti della serata, Omake è seduto su uno sgabello da batteria, uno di quelli troppo bassi per chi è invece troppo alto. Lui è alto, si contorce mentre canta d'amore sfruttando il potere di synth, basi e distorsioni. La sua voce ricorda gli oscuri anni Ottanta della darkwave, a tratti si fonde perfettamente con i bassi pulsanti. L'atmosfera si scalda ed Omake decide di sfilarsi il maglione, spunta un teschio inconfondibile sulla sua tshirt: quello dei Misfits. È scattato un applauso di fronte a quel "passato hardcore" che ha confessato Omake, l'applauso è stato solo il mio, in memoria di tempi sbandati.

Chiusa la parentesi amarcord, il palco è pronto ad accogliere l'headline della serata: Molecule. Lentamente il producer francese ci accompagna in un viaggio denso di loop, bassi e flanger che si alternano a suoni disidratati, secchi, appuntiti. Quando la folla è quasi in fase di plateau, salta la corrente e il Mangimificio si zittisce. Dopo un paio di minuti, la cassa si fa risentire nel pubblico, marcando ancora di più la sua presenza con volumi più alti e bassi più pomposi. Molecule ci riporta nello stato di eccitazione che poco prima era svanito. Sfora i tempi, osa sempre di più e conclude il meeting giallo nel miglior modo possibile.

Poi tutti a casa, con ancora il buon sapore di una serata che non ha deluso, pronti per ripetere l'esperienza sabato 12 settembre al Centro Internazionale Loris Malaguzzi per il meeting rosso.