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Viaggio della Memoria Istoreco 2016: Praga (Giorno 3) PDF Stampa E-mail
Scritto da Francesco Benati   
Giovedì 03 Marzo 2016 23:19

giorno3 1Terzo articolo del reportage a cura di Rumore Web sull'annuale Viaggio della Memoria organizzato da Istoreco. La destinazione del viaggio di quest'anno è Praga e la giornata di oggi si è concentrata sulla fortezza di Terezin.

Mettiamo subito le carte in tavola: io sono abituato ai campi di concentramento. Abito a Carpi (MO), a due passi dal campo di Fossoli, luogo di transito per Auschwitz; nel 2009 ho visitato gli stessi campi di Auschwitz e Birkenau, mentre nel 2014 ho visto quello di Ravensbruck. Oggi, a due anni dall'ultima visita, sono entrato nel campo di Terezin. A volte mi dico che dovrei esservi abituato, che ormai mi sono talmente assuefatto a ciò che ho visto nel corso degli anni che non dovrei stupirmi più di nulla. 

Riconosco che in parte è così. Niente di ciò che ho visto oggi mi ha provocato una forte emozione, niente mi ha sconvolto. Ero preparato, conoscevo la storia del campo e sapevo cosa avrei visto. Eppure, a dispetto di un apparente distacco emotivo, non ho potuto fare a meno di provare un moto di stupore di fronte alle storie che sono state raccontate. 

Le storie mi affascinano da sempre. Come direbbe Stephen King, le storie non sono che asce di guerra da disseppellire. E come direbbe Roberto Recchioni, le storie sono tutto quello che abbiamo; senza di loro, noi siamo niente.

giorno3 2La storia di Kurt Gerron, regista e cabarettista ebreo che fu costretto a girare un film di propaganda e poi venne deportato ad Auschwitz ed ucciso per non rivelare ciò che era successo. O la storia degli unici tre prigionieri che riuscirono ad evadere da Terezin. O ancora, i disegni di Helga Weissova, sopravvisuta del campo e ora esposti in un museo. 

Forse è questa la lezione più importante da trarre dalla giornata di oggi: che le storie sono importanti. Che senza di esse, noi non esisteremmo. I luoghi sono importanti, su questo non ci sono dubbi. Visitare il campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau è una cosa che ogni essere umano dovrebbe fare almeno una volta nella vita e non c'è dubbi che toccare con mano i luoghi della memoria storica sia una cosa di enorme importanza.

Il punto è che i luoghi non sono sono nulla senza le storie di chi vi ha abitato, vi ha vissuto o vi è morto. E' attraverso quelle storie che i luoghi acquistano vita riempiendosi di nomi, volti e voci.