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Fotografia Europea Circuito OFF: dove andrà la fotografia? PDF Stampa E-mail
Scritto da Lorenzo Martinez   
Lunedì 16 Maggio 2016 14:17

FE2016-circuito-offGrandi nomi e grandi programmi per Fotografia Europea 2016. Tantissime aspettative prima dell’apertura, una carica incredibile proveniente dalla voglia di conoscere la fotografia, gli artisti e Reggio Emilia. Nel weekend d’inaugurazione un clima stupendo.

Uno dei nomi più importanti di quest’edizione è Walker Evans, fotografo che racconta gli anni Trenta e Quaranta attraverso la diversità culturale e sociale americana. Una moltitudine di persone di classi sociali ed estrazioni differenti che diventa solo uomo - lavoratore agli occhi di una lente fotografica.

La diversità è la chiave di lettura anche del circuito OFF, che da molti anni è diventanto uno degli elementi fondamentali del festival europeo. Questo circuito fatto di realtà, persone, idee è una mostra in sé. Non solo foto attaccate ad un muro, ma contesti urbani che si aprono sinergicamente all’arte e rendono i progetti fotografici un’esperienza molto intima.

Il progetto K’now yourself di Maria Clara Macrì porta la fotografia ad un livello così intimo da abbattere del tutto la distanza e le parole fotografo e soggetto. L’istallazione prevede che sia il soggetto stesso a fotografarsi all’interno di una esperienza naturale, pensata però dal fotografo che libera così la creatività dei soggetti lasciandoli nella loro libera intimità per conoscere se stessi attraverso una fotografia. Un’esperienza particolare che va ad analizzare, confrontare e documentare  le tendenze dell’autoscatto vuoto del XXI secolo in contrapposizione a chi invece riesce a liberarsi, a lasciar andare  la propria rabbia, gioia, pianto, amore attraverso uno scatto.

Fotografia Europea rappresenta anche e soprattutto la voglia di Reggio di farsi conoscere, di far vedere cosa nasconda tra la nebbia e di quanta bellezza sia però realmente portatrice. Prima Di DIE è l’esempio di come questo evento non sia solo mostre. In via Farini 8, all’interno di un palazzo liberty, the directors bureau spalanca le porte e spara una carica di vita tra le mura. Le foto di Silvia Cesari sono una narrazione dell’album di iosouncane DIE. Le foto come il sound dell’album raccontano di paesaggi scomposti, di colori vivi, di linee, di movimento e di stasi raccontata in foto da Silvia ed in musica dal vivo proprio da iosonouncane.

Fotografia Europea lancia una domanda fondamentale alla fine del suo fine settimana inaugurale: ci si chiede quale sia la direzione futura della fotografia. Le case editrici ormai non producono ne vendono e questa difficoltà è rappresentata dal progetto ZERONEGATIVO, che raccoglie i lavori di 11 studenti di fotografia della Marangoni di Firenze. Attraverso gli scatti sono raccontate le costrizioni all’autoproduzione, a rimanere chiusi nella propria unica conoscenza di fotografia, a cercare di vendere nelle fiere di fotografia, a cercare di sostentarsi a fatica. Il fotografo diventa anche un editore, produttore e rivenditore. Fotografare è un atteggiamento di vita, è ciò a cui un fotografo dovrebbe dedicarsi: guardare, osservare, narrare attraverso immagini ciò che sente. Inoltre la fotografia digitale con l’avvento del social ha trasmesso l’idea che ognuno possa raccontare qualcosa attraverso delle immagini, che tutti siano potenzialmente artisti. Rimangono quindi tante foto, troppe foto, vuote, senza sguardi, che non raccontano e che non emozionano.