I tweet di @radiorumore

RuMORE è un progetto di CE@

CEA_banner

borea

Fotografia Europea 2016: speciale diciottoventicinque PDF Stampa E-mail
Scritto da alessandro melioli   
Mercoledì 18 Maggio 2016 16:20

FE16 speciale-18-25Fotografia Europea è l’evento clou per la città di Reggio, festival in grado di rianimarla dopo il torpore invernale portando orde di persone in centro storico a seguire quello che è, probabilmente, il maggior evento dell’annata culturale reggiana.

Nei giorni di inaugurazione la città pare trasformarsi in una cosmopolita e variopinta capitale europea, attraversata da turisti e giornalisti, appassionati e cultori, ma altresì da ragazzini e massaie incuriositi da questa manifestazione così piena di vita. Ogni angolo della città e della provincia si anima con mostre ed eventi, quasi come se l’entusiasmo contagiasse chiunque e ognuno si sentisse in dovere di impegnarsi in prima persona per supportare questa forma d’arte. Tutto ciò è magnifico.

La via Emilia. Strade, viaggi, confini. Il tema di quest’anno si radica nel territorio che da undici anni porta avanti questo festival, in particolare in quella via Emilia che rappresenta il cuore pulsante del festival grazie alla sua sede presso i Chiostri di San Pietro, ex monastero benedettino, divenuto poi caserma. Tra le mostre più attese quella storica del 1986 e quella a cura di Magnum Photos, la celebre agenzia rappresentata da alcuni dei  massimi esponenti mondiali, host di questa edizione.

La prima mostra che accoglie gli spettatori è quella dedicata allo speciale diciottoventicinque: i cieli in una stanza. Un progetto interessante che da cinque anni offre l’opportunità a molti ragazzi di cimentarsi con la fotografia accompagnati da professionisti del settore, Giorgio Barrera, Pietro Iori e Diego Zuelli per questa edizione. La novità quest’anno è rappresentata dall’introduzione delle videoinstallazioni accanto alla fotografia e lo scopo della mostra è quello di dare vita ad un lavoro collettivo in grado di riflettere sul territorio valorizzando la creatività del singolo. Nella stanza buia vengono proiettate delle immagini su due pareti e un soffitto; l’effetto che si crea è una storia di immagini che sfuma sull’intonaco. Strade, cartelli, vicoli, angoli di città, cieli, persone, corsi d’acqua; i ragazzi danno libero sfogo alla loro indagine sulla via maestra con un bel mix di prospettive. Tuttavia bisogna avvicinarsi al muro per scorgere i particolari delle foto o addirittura i nomi dei partecipanti e il contrasto tra le pareti illuminat, rispetto ai progetti delle scorse edizioni, l’idea di introdurre anche il video è interessante ma l’impressione è che venga un po’ meno il lavoro delle immagini.