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Cage The Elephant, il live di Milano raccontato da Rumore Web PDF Stampa E-mail
Scritto da Manuele Bonini   
Mercoledì 08 Febbraio 2017 16:26

cage-the-elephantMartedì 31 Gennaio 2017: finalmente il gruppo indie americano Cage the Elephant sbarca in Italia per il loro primo concerto nel Bel Paese.

Nessuna coda chilometrica per loro. Quando il gruppo di apertura, i Twin Peaks, iniziano a suonare, il Fabrique di Milano è vuoto per metà, ma alle 21.30, quando arriva il momento dei Cage The Elephant, la sala, seppure non enorme, si riempie inaspettatamente da un pubblico eterogeneo, pronto ad accogliere la band.
A luci basse, il gruppo sale sul palco. Il primo a prendere parola è il chitarrista Brad Shultz, che con poche parole ringrazia i presenti per la partecipazione a quello che è il loro primo concerto italiano. Se fino a quel momento mancava l’iconico cantante Matt Shultz, eccolo fare il suo energico ingresso da fondo palco per iniziare il concerto con "Cry Baby", facendo esplodere il pubblico in urla e applausi.

L'energia di Matt, insieme alla sua voglia di ballare e di dare spettacolo, regala forti emozioni a tutti i presenti, siano essi ragazzini o adulti affermati. A metà concerto, dopo l'esecuzione di canzoni tratte da tutti e quattro gli album, una bandiera italiana viene lanciata sul palco, come omaggio alla band ed invito a ritornare in futuro. La band si mostra subito grata, a tal punto da interrompere le prime note della canzone, per dare il tempo a Matt di indossarla come mantello.

Verso la fine, il ritmo del concerto rallenta, ed il gruppo torna nel back stage. Il palco è riempito solo dal cantante che imbraccia una chitarra acustica ed intona "Right before my eyes", dando così inizio alla parte finale e più melodica del concerto, che prosegue con "Cigarette daydreams", "Shake me down" e si conclude con "Teeth".

Nonostante il giorno infrasettimanale, scelto per la loro prima data italiana, il pubblico è stato entusiasta e soddisfatto della performance, lasciandosi trascinare dalla band per quell'ora che il concerto è durato.
Conclusa anche l'ultima canzone, il gruppo indie ringrazia Milano per la partecipazione.
In queste circostanze le parole pronunciate sono sempre un po' le stesse, ma questa volta, si ha avuto l’impressione di una profonda gratitudine e il desiderio di voler tornare ancora a suonare per l’Italia.